Ad un passo
Sto arrivando.
Sono uscita cosi' com'ero vestita in casa, poco e male, e ho preso la macchina per venire da te.
Come al solito e' bastata la tua voce al telefono: adesso mi basta il suono, domani forse avro' bisogno dei contenuti, tremo all'idea di quando avro' bisogno del giusto tono.
Non so come sto guidando. Fattore di secondaria importanza?
Non credo, sto cercando di vivere e non e' questo il modo migliore.
Piu' interessanti di sicuro i volti nelle macchine ferme al semaforo accanto alla mia, piu' interessante cercar di capire dove stia andando il ragazzo tutto tirato a lucido alla mia sinistra, sicuramente primo appuntamento o quasi, sorriso ebete e continua ricerca di conferme nello specchietto retrovisore; oppure la coppia a destra, lei aria annoiata, lui che guarda incuriosito me, sicuramente una coppia di vecchia data, staranno andando alla consueta uscita settimanale con un'altra coppia di amici che ormai non sopportano piu' e con i quali ormai si sono traditi ripetutamente, ma la forza dell'abitudine li sostiene.
Io gioco sempre a questo gioco: al ristorante, in macchina, passando davanti alle finestre delle case.
Cerco di capire la vita degli altri dai particolari di un fotogramma e, di solito, nel frattempo la mia scivola via inosservata.
Non so insomma come, ne' grazie a chi, sono arrivata a casa tua.
Sei li' ad aspettarmi sulla porta, mezzo infreddolito e mezzo impaziente, e io lo so e tutte le volte rischio di farmi male per le scale perche' so che sei li' che mi aspetti e mi sento in dovere di correre.
Atterro tra le tue braccia senza troppi danni, non piu' di quelli che sono gia' riuscita a fare in questi anni di gioco al bersaglio con la mia pelle.
Mi adeschi con un sorriso e mi tiri dentro con un bacio.
Ti abbraccio e prego che non sia ancora un altro ieri, noi due aggrappati alle stesse parole, a fare finta che e' tutto cio' di cui abbiamo bisogno.
Ti guardo negli occhi e penso che qualsiasi cosa tu dica, quasiasi cosa io faccia, non riusciro' piu' a farli bruciare.
Ma forse ancora una volta posso riuscire a non spegnermi io.
Ti prendo per mano e ti porto sul letto che abbiamo scelto insieme, in mezzo a tanti se, ma e forse potrei.
Ora ho bisogno di certezze fatte di umori e sangue.
Ti sollevo la maglia e bevo l'odore della tua pelle.
Mi infilo nella t-shirt e mi fermo li', la guancia sul tuo ombelico, a nascondermi dal mondo, come quando da bambina vivevo una vita parallela e piu' felice sotto al tavolo della cucina dei miei.
Ti diverte sempre vedermi fare queste cose: mi trovi buffa.
Non mi sento buffa mentre ti abbasso i pantaloni e gli slip e affondo il naso nella tua voglia di me.
Vorresti toccarmi lo so, mentre passo la lingua lenta, esasperante, lungo il profilo del tuo desiderio, mentre faccio giochi di magia con la bocca, riappari e scompari e annaspando spalanchi la bocca.
Vorresti leccarmi anche tu, lo so.
Vorresti. Ormai non lo sai piu' cosa vuoi, sei appeso ai miei movimenti, bocca aperta, amo penzolante sopra al cuore.
Ma non questa volta. Questa volta non voglio piacere, non voglio la dolce morte delle tue mani e della tua lingua. Questa volta voglio solo sentirmi viva.
Sentire la tua pelle e la tua carne sotto i denti, tra le labbra, sulla lingua, nelle mani e sentirmi fuoco e sangue e caldo umido pulsante tra le gambe e non pensare ed esplodere ad ogni tuo sospiro.
Non ce la fai piu' e mi tiri addosso a te, coprendomi di baci, alla cieca ti avvolgi di me.
Chiudo gli occhi e mi lascio vivere sul copione dei tuoi affondi.
Conosco i tuoi ritmi e su di essi riesco a concentrarmi, a prendere la vita tra le mani e a lasciarla scorrere sentendone la seta e i rovi tra le dita, dove la pelle e' piu sensibile.
Sono qui, adesso. Sono qui, per me e per te. Sono qui e ci rimango, almeno finche' non ti sento gemere e aggrapparti al mio respiro e scosso dal piacere non ti vedo accasciarti madido di sorrisi.
Adesso, adesso posso andare e tornare. E tornare. E tornare.
Riapro gli occhi e, col sospiro che mi e' rimasto, ti prego "Tienimi".
Sono ad un passo dal confine, ma credo che, ancora una volta, un passo dall'altra parte non conti molto.
E resto.
"But I'm down to one last breath
And with it let me say
Let me say
Hold me now
I'm six feet from the edge
And I'm thinking
That maybe six feet
Ain't so far down"
(Creed, "One last breath")