Mia vecchia amica
di giorni e pensieri
Io me lo ricordo sai, me lo ricordo,
che` dodici anni son passati ed e` adesso.
Me lo ricordo quel giorno, ultimo di tanti di solitudine un po`sofferta e un
po` orgogliosa, di "non ho amici perche` sono strana" e quel "strana" suonava
quasi saporito incagliandosi tra i denti.
Di maglioni del babbo e capelli raccolti, strumenti di lotta continua contro
la mia fisicita`, e pensieri disciolti tra pagine di diario e fogli mai conservati.
Di poesie e canzoni da opporre come grandi muraglie al motorino nuovo o al guardaroba
rinnovato dei compagni di scuola.
Di interpretazioni da Ofelia compiaciuta, sul palcoscenico della mia stanza,
tra la porta e la scrivania, unica attrice di drammi epici che mi pregiavo di
portare in scena per un pubblico alla mia altezza: me stessa.
Me lo ricordo il fastidio quando mia mamma venne a chiamarmi e mi disse: "Sono
arrivate la mia collega e sua figlia, vieni a fare due chiacchiere con lei".
In realta` quelle parole dicevano "Fa` la figlia educata e vieni a fare gli
onori di casa" provocando in me forti reazioni di resistenza, ma non ho saputo
mai dire fino in fondo di no a mia mamma.
Sono venuta a fare due chiacchiere con te.
Andiamo di la` che stiamo piu` tranquille.
Scegliamo un disco.
Che classe fai?
E poi cosa vuoi fare?
Si`, anche io adoro i Doors!!!
No, non piu` prima vestivo sempre di nero anche io, ma adesso mia mamma ha minacciato
che non mi compra piu` nulla.
Tua mamma e` andata via da tempo, dovevi andare via anche tu, ti ho accompagnata
a casa, abbiamo continuato a fare due chiacchiere.
Hai letto Narciso e Boccadoro di Herman Hesse?
Io trovo che Guccini sia prima di tutto un poeta.
Hai ragione, Luca della quinta A e` proprio viscido.
Ma dai! Anche io scrivo poesie.
E poi era tardi e io dovevo tornare a casa, hai detto "ti accompagno a meta`
strada" e abbiamo riso. E ridendo siamo tornate fino a casa mia.
E poi e` stato il mio turno di accompagnarti a meta` strada fino a casa tua.
Ci siamo arrese solo al buio e.
Buonanotte.
Si`, dai, ci vediamo domani dopo scuola.
Spero di riuscire a ricordarmi di portarti il cd degli U2.
E non avremmo voluto lasciarci, che le emozioni in questa vita sono rare e ancor
di piu` le anime che ci fanno da diapason.
E mi ricordo una primavera di risa cristalline e ciondoli di comprensione che
portavo fiera appuntati sul petto, vicino al cuore, ormai mezzo ipotecato alla
tua amicizia.
Una per tutte e guai a chi ci tocca noi due.
E poi ricordo un'estate viva, piena, traboccante di cose e persone e sempre
tu a fare da sfondo.
Poi sei partita per l'universita`, la lontananza sai e` come il vento, tanto
gelido che te lo senti nelle ossa e la solitudine questa volta non aveva niente
d'orgoglioso, ma cantava litanie cupe di abbandono e tradimento e nostalgia.
Non mi ricordo come e` stato quando ti ho rivista in quell'anno, quelle poche
volte che sei tornata a casa, forse ho preferito dimenticare invece che conservare
quella sensazione di precarieta`.
Mi ricordo invece quando e` venuto il mio turno e vai e vieni da Milano e iscrizioni
e disdette dalle universita`, la Bocconi mi voleva, ma io a Milano mi sentivo
morire troppo in fretta.
Mi hai telefonato e mi hai detto "Vieni qui a pensarci".
Sono venuta da te a pensarci e a dormire su un materasso accanto al tuo letto
imbottito di serenita`.
Io me lo ricordo piu` forte di quando l'ho vissuto pero`, che ormai il tuo "la"
accordava altri sentimenti, altri occhi ti facevano da cassa di risonanza.
Non avrei voluto smettere mai di parlare con te, ma ormai non avevi piu` tempo
e voglia di accompagnarmi da nessuna parte, neanche nella tua vita, che mi negavi
e tacevi col sorriso sulle labbra.
Temevi la mia gelosia? Quanto avevi ragione; quanto ho avuto torto a cercare
in lui il tramite tra noi due: era tuo, tu eri sua, non c'era piu` posto per
me.
Mia vecchia amica di giorni e pensieri, da quanto tempo che ci conosciamo, il
tempo dei se e dei forse e` ormai passato e non mi chiedo piu` che fine hanno
fatto i nostri discorsi: il tuo Guccini, il mio Leopardi e "esiste Dio?".
Non e` piu` triste pensare ai giorni che non abbiamo avuto e non cerco piu`
le colpe e le responsabilita`, non mi chiedo piu` quante volte bisogna sbagliare
per non volerci piu` riprovare.
Sono passati anni e giorni che non abbiamo avuto, dischi che non abbiamo commentato,
libri che non ci siamo scambiate, abbracci rimasti solo nel cuore, forse anche
tu cerchi di sapere della mia vita come io della tua.
Io me lo ricordo quel giorno e me lo ricordero` sempre, perche` ormai e` li`
che vivi e i ricordi vanno lucidati anche se non verranno mai usati, come l'argenteria
avuta in regalo ai matrimoni.
Cosi` ogni giorno mi sveglio e riesco a credere ancora e sorrido quando mi sembra
di riconoscerti nei ricci di qualcuno tra la folla.
*grazie a Guccini per il titolo e lo spunto*