Sirene
"Ma il naviglio dove finisce?"
"Boh, non finisce, va sotto..."
Andiamo avanti, se piu` occupati a schivare i plotoni di zanzare o i macigni
di silenzio, non si sa.
Ma andiamo avanti.
Se c'e` una meta non e` ben chiaro.
Ma fermarsi no, a fermarsi ci vuol volonta`, ci vuole forza.
Poi la strada diventa in salita.
"E` la citta` che sale, non il naviglio che scende."
Gia`, e` sempre solo una questione di percezioni.
E` tutto li`.
Alla fine poco importa cio` che e` giusto o sano o corretto o necessario.
Non e` importante il calore dei baci, i minuti di conversazione, l'intensita`
di un abbraccio, il numero di seibella, i pensieri e i sentimenti.
E` importante la sensazione di non essere riusciti a riempire tutto.
Quello che non c'e`.
E cosi` si finisce col parlare con dei perfetti sconosciuti del sapore dello
sperma, piuttosto che raccontare ad un imperfetto conosciuto il sapore dei suoi
avreidovuto.
Facciamo le puttane, sia io che lui, perche` e` piu` facile far finta di essere
superficiali che ammettere di non esserlo al punto da crearsi dolori fittizi
e del tutto inutili.
Scatenare crisi, solo per il gusto di vedere se siamo bravi abbastanza da risolverle.
Solo per godere della guarigione.
Scavare fosse per poi riempirle, ho un approccio keynesiano ai sentimenti, io.
E non solo.
Come quando.
"Non la conosco abbastanza da fare una diagnosi precisa, ma temo che lei sia
un po' depressa e forse anche autolesionista"
Io mi guardavo il polso sinistro e ridevo.
Le tre sottili strisce rosse dove avrebbe dovuto esserci il quadrante di un
orologio.
Facili da giustificare.
"E` stato il gatto".
"Un cespuglio".
"Tagli da carta".
Ma alla fine cio` che importa non e` lo strumento.
Sono tagli da volonta`.
Incisioni per nulla incidentali.
Ogni tanto le lascio rimarginare, illudendomi di essere guarita.
Ogni tanto tiro fuori la testa dall'acqua, provo a respirare e mi sembra di
stare bene.
Poi mi ricordo che ho le branchie e io la` fuori non ci so stare.
Non ci posso stare.
E cosi` ti condanno per ogni parola non detta, per ogni bacio mancato, per ogni
attimo non vissuto.
E cosi` ci condanno a non finire, ma ad andare sotto.
E, purtroppo, non e` l'amore che sale, ma siamo proprio noi che scendiamo.
"Voglio un pensiero superficiale
che renda la pelle splendida
senza un finale che faccia male
coi cuori sporchi
e le mani lavate"
("Voglio una pelle splendida", Afterhours)