Un altro giro
Mani in tasca, sguardo basso, come se a tenere la testa alta mi chiedessero di pagare un supplemento di vita, mi avvio alla solita serata a base di birra, rigorosamente bionda doppio malto d'abbazia, discussioni accese su gruppi musicali, rigorosamente sconosciuti, e confidenze sessual-sentimentali, rigorosamente sfigate.
Ah, si`, dimenticavo: la serata e` rigorosamente a due, rigorosamente col Gritz.
Io e il Gritz ci conosciamo da anni, ma ci siamo sempre accuratamente evitati, troppo simili per avere la voglia, piu` che il coraggio, di fare amicizia, poi un giorno e` stato inevitabile: ci siamo ritrovati davanti allo stesso negozio di dischi ad aspettare la Flo` che aveva dato buca a tutti e due, dimenticandosi di averci dato appuntamento.
Cioe`, ad ognuno dei due. Separatamente.
La Flo`. Gia`.
Comunque, da allora, un anno, tre mesi e quattordici giorni fa, io e il Gritz abbiamo preso l'abitudine di vederci almeno una volta alla settimana per bere una birra e.
Eggia`: all'inizio era per piangersi addosso e raccontarci il nostro amore non corrisposto per la Flo`, ma adesso, da mesi ormai, non ne parliamo praticamente piu`, come se la nostra presenza a quel tavolo rappresentasse testimonianza sufficiente.
Eccolo la`, davanti alla birreria, sguardo perso e fronte aggrottata, sembra sempre che stia pensando a delle cose geniali, il dramma e` che e` vero, solo che a pochi e` dato saperlo.
- Ciao Grits, come va? Depresso medio o tanto? -
- Depresso medio -
- Ecco, pure io -
- Con punte di felicità isterica alternate a ricadute -
- No, io quelle no, pero` ogni tanto mi scappa da sorridere, anche se mi vergogno. -
Io e il Gritz abbiamo fatto della depressione un'arte, quasi certosina: noi non ci azzarderemmo mai a usare parole come "bene, sereno, contento".
In realta` piu` che un'arte e` una filosofia di vita: la vita e` una merda ed
e` risaputo, ma mai assolutamente con connotazioni banali, noi siamo depressi
in modo intellettuale.
- Vabbe`, entriamo va - dice il Gritz, e spegne la sigaretta sotto la suola
di una scarpa. Il Gritz fuma solo quando e` con qualcuno che fuma, io fumo,
perche`, dice, e` stupido essere fumatori passivi, tanto vale esserlo attivi.
Una volta entrati ci sediamo al nostro solito tavolo, per qualche motivo che
non comprendiamo e sul quale non ci siamo mai interrogati esplicitamente, e`
sempre libero.
Il Gritz oggi e` meno depresso del solito, non e` che sorrida, eh, ma almeno
non ha la fronte costantemente corrugata.
- Stai bene oggi - gli dico.
- Eh, ero in metropolitana e ho pensato una cosa che mi ha fatto ridere da matti
- conoscendolo avra` giusto increspato un angolo della bocca.
- Tipo? -
- Insomma ad un certo punto ho immaginato che cominciava piano una musichetta
tipo quella freedom dei blues bros, piano piano, e la gente cominciava a muoversi
e poi tutti ballavano tipo musical. Questa cosa certe volte me la sogno ad occhi
aperti e mi viene da ridere guardando le persone che c'ho intorno e immaginandomele
che ballano. -
- Ah. Era un video. Dei Deus. Instant Street. -
- Minchia, mai dare soddisfazione tu, eh? Mister Entusiasmo. - e accende una
sigaretta. - Ah, ci sei poi andato sabato all'addio al celibato? -
- Si`. -
- E? -
- Bah, niente, siamo andati in questo posto sexy, il Samsara. -
- Ah, quello delle donnine che si spogliano. -
- Quello. Che poi i night a me sembrano tutti grotteschi, pero` il Martino era
esaltatissimo, cosi` siamo andati. Visto pero` come la penso mi sono messo in
disparte, dietro un tavolo, in un posto difficile da raggiungere. -
- Eh, poi chiediti perche` non scopi. -
- Beh, c'era sta tipa che scende dal palco e comincia a passeggiare saltando
in braccio ai clienti e io ero tranquillo, c'era il tavolo. -
- Eggia`, i tavoli sono strumenti potentissimi contro le donne cattive e tentatrici
-
- Però poi lei passa dietro e fa "ora tesoro sposti un po' in avanti il tavolino?"
e io "certo!" e in un attimo mi sono trovato le sue ginocchia sulle spalle,
la patata in faccia e la testa non so dove, non vedevo bene. E` stato un po'
irreale. -
- E ci credo, chissa` se te lo ricordi ancora com'e` fatta una patata, io no,
a dirla tutta non scopo da tempo immemore e manco le pippe mi vengono più bene.
-
- Però le ho fatto il solletico sulla pancia per vedere se cadeva. Ma era un'atleta.
-
- Tu si` che sei un genio del male. -
- Eh, sta parlando Sua Opportunita` Nonmenescappauna. A proposito, hai piu`
sentito la Flo`? -
- No, ho smesso di risponderle al telefono. -
- E perche`? -
- Boh, ero stanco di 'sto tira e molla. M'ero fulminato. -
- Come "fulminato"? -
- Eh, come le lampadine: accendi e spegni, accendi e spegni, prima o poi si
fulminano. -
Questo e` il Gritz.
- Mh. Pero` non e` che cambia niente se non la senti, secondo me. -
- Cioe`? -
- Cioe`, secondo me e` una cosa che funziona tutta dentro di noi, indipendentemente
da quello che fa la Flo`, ormai. -
- Spiegati meglio. -
- E` come quando stai al buio, in casa, a fumare una sigaretta: se qualcuno
guardasse la tua finestra, in quel momento, vedrebbe solo la brace rossa, che
si muove e a tratti si intensifica, non vedrebbe te. Saprebbe che ci sei per
deduzione, cosi` e` la Flo` per noi: una brace che si muove e a tratti si intensifica
nel buio che ci portiamo dentro. -
- Cazzo. -
- Eh. -
Stiamo in silenzio per un bel po', condizione che per altro ci e` congeniale,
forse e` per questo, alla fine, che ci fatto diventare amici: non la Flo`, non
la birra, non la musica, ma la consapevolezza che nessuno dei due avrebbe mai
sentito la necessita` di riempire gli spazi che andavano lasciati vuoti.
Forse anche la Flo`, in fondo, e` uno spazio che va lasciato vuoto.
- Gritz? -
- Eh? -
- Un altro giro? -
- Cambiamo? -
- Alla nostra eta`? -
- Che hai capito, cretino, cambiamo birra. -
E ridiamo.