Con le unghie


Se c'è una cosa che non sopporto è lo smalto delle unghie scrostato.
Se c'è una cosa che non sopporto è un'alterazione imperfetta.
Se si vuole fingere, dissimulare, camuffare bisogna farlo in modo impeccabile: solo così si può sperare che sia abbastanza giusto da sembrare vero.
Solo una brutta maschera fa venire voglia di guardare il volto dietro di essa.
Mi guardo le unghie e decido d'un tratto che è ora di tagliarle corte dopo quasi due anni di perfetta manicure francese.
Il perchè non lo so bene.
E' che non ho una ragione per scegliere.
Non ho una ragione.
Non ho ragione.
Con te ho avuto torto fin dall'inizio.
Fin da quando dicevi che ero un angelo mandato da Dio e io pensavo che Dio doveva avere un pessimo senso dell'umorismo, io che di un angelo avevo giusto l'assenza di sesso.
Nel senso che non lo facevo.
Cioè, non lo facevo con gli altri, troppo occupata a mantenere un'intercapedine tra me e il resto del mondo. La mia camera di decompressione, l'aria che mi serve per evitare di soffocare di vita.
Vita di cui sembri essere fatto, tu che hai sempre un sguardo per tutti.
Io che sogno a occhi aperti e vivo a palpebre serrate.
Ho avuto torto anche quando ho pensato che mi saresti mancato dopo quella volta che sei corso a farmi sentire per un attimo come se avessi davvero voglia di giocare.
Non mi sei mancato tu, mi è mancata la donna che avrebbe nutrito i tuoi desideri e che ho finto di essere per un po'.
Ho avuto torto quando per un istante ho deciso che potevo sporcarmi le mani del tuo respiro: ho i pori della mente troppo intasati dalle paure per poter lasciar passare anche solo un alito di felicità.
Eppure sei ancora qui e giochi con i tuoi sentimenti: i miei no, non ricordo più nè il luogo nè il momento in cui li ho lasciati cadere dal buco nella tasca del mio cappotto di granelli di solitudine.
Sei ancora qui e chiedi e non sai che con me l'unico modo è rubare in silenzio.
Ma tu sei meglio di me.
Sei meglio e io devo macchiarti per poterti vedere, troppa luce potrebbe accecarmi.
E così ti lascio avvicinare, anche se in realtà ho solo voglia di andare a casa farmi un bagno e masturbarmi pensando a.
A nessuno.
A tutti.
E visto che non lo so ti invito a cena e mi dici sì e dovresti mandarmi a quel paese per il modo in cui lo faccio.
Ma speri di infilare manilinguaecazzo in posti random di me.
Probabilmente te lo lascero` fare.
Ma non nell'anima.
Quella.
Puttana con chiunque, cagna in calore, per qualche strano motivo con te e` frigida.
Con te che vuoi vedere la faccia dietro la mia maschera perfetta e io non posso lasciartelo fare, perchè è un volto che non posso guardare senza pensare a ciò che avrei potuto essere se non mi fossi aggrappata con le unghie ad una voglia di dolore disegnata sulla nuca.
E penso che è ora di tagliare le unghie e giocare di nuovo. Senza maschera.